Hunger Games

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Autore: Suzanne Collins

Casa Editrice: Oscar mondadori

Pagine: 371

Genere: romanzo fantasy

 

Felici Hunger Games! E possa la buona sorte essere sempre a vostro favore!

Come potete constatare, questa settimana ho voluto dedicarmi alla lettura del primo libro della serie Hunger Games di Suzanne Collins. Mi sono avvicinata a questa particolare saga da poco, in realtà da pochissimi mesi. Ne ho sempre sentito parlare ma mai fino allo scorso settembre mi sono interessata alla storia. Innanzitutto, lo ammetto, ho visto prima il film.. e che dire, mi ha affascinata. Da quel momento in poi mi sono divorata le successive tre pellicole e ora….

Signore e signori, che i settantaquattresimi Hunger Games abbiano inizio!

Iniziamo dal principio, iniziamo dal mondo post apocalittico creato dalla penna della Collins. Siamo a Panem, una nuova nazione nata dalle ceneri del vecchio Nord America. Una nazione risorta da diverse devastazioni naturali e umane, suddivisa successivamente in diverse sezioni, ognuna con proprie caratteristiche, in 12 distretti per la precisione. Vediamo come il distretto 11 sia ad esempio dedito all’agricoltura, il distretto 4 alla pesca, il distretto 12 al carbone mediante i giacimenti minerari e così via.

È un tipo di società estremamente difficile, una società che ha dovuto subire varie ribellioni e di conseguenza Capitol City, capitale di Panem, ha istituito una sorta di punizione celata dall’intrattenimento, ovvero dei “giochi” a cadenza annuale: gli Hunger Games. Giochi caratterizzati dalla più basica legge darwiniana, la selezione naturale, la vincita del più forte. Profonda crudeltà e violenza li contraddistinguono e vedono la partecipazione, per ogni distretto, di due tributi sorteggiati.

La Collins però, porta il lettore direttamente nel distretto 12, l’ultimo dei distretti e, soprattutto, il più povero. La protagonista della storia è Katniss Everdeen una ragazza di 16 anni, una ragazza particolare, con un carattere ben definito e forte nonostante la sua giovane età. Sarà proprio Katniss a dover fronteggiare la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, a dover far fronte alle paure primordiali, a dover sopravvivere e a farsi forza contro avversari ben più potenti di lei.

Come dei gladiatori, i vari tributi si dovranno scontrare in un’arena, affrontare numerose insidie con l’unica regola del cercare di rimanere in vita. Ma ciò che è più importante è il non perdere l’umanità dentro quell’orrore inesorabile, e rimanere sempre sé stessi.

Non voglio che mi cambino, là dentro. Che mi trasformino in una specie di mostro che non sono. […] Solo continuo ad augurarmi di trovare un modo per… per dimostrare a quelli di Capitol City che non sono una loro proprietà. Che sono più di una semplice pedina”  (Suzanne Collins, 145)

Grazie alla penna di Suzanne Collins entriamo nel mondo di Katniss, un mondo diverso da quello che conosciamo, un mondo profondamente cambiato. Una realtà quasi orwelliana, impregnata da una dittatura celata da discorsi pacificatori e sul bene comune, è una società intrisa di paura e menzogne. Paura dei più forti, dei potenti, ma allo stesso tempo paura delle ribellioni e della massa, una paura velata dalla forza del potere e del controllo.

Una nazione, quella di Panem, ferita e terrorizzata.

Dal punto di vista formale, la trama è caratterizzata da una scrittura fluida e scorrevole, ha la capacità di creare un immediato legame con il lettore che da subito si immedesima con la protagonista. Un legame reso determinante dall’utilizzo della narrazione autodiegetica (in prima persona) che fin dalle prime righe riesce a far immergere il lettore nel mondo della protagonista. Anche il lettore, come Katniss subisce le sue stesse angosce, le stesse preoccupazioni e sentimenti contrastanti. Anch’esso deve partecipare agli Hunger Games.

Che dire infine della cortigiana? Vi parlo da lettrice: la cortigiana mi ha letteralmente avvinghiata e trascinata nel suo mondo.

 

 

 

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