Dracula – Bram Stoker

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Autore: Bram Stoker

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 504

Genere. Romanzo gotico

Cari lettori, in questi giorni ho terminato la lettura del romanzo Dracula di Bram Stoker. Un romanzo che ho voluto leggere innanzitutto per la sua fama, ma soprattutto perché fin da piccola ho sempre conosciuto questa figura tenebrosa e tormentata del vampiro. Faccio parte di quella generazione che è cresciuta assieme ai film che ne hanno sempre fatto riferimento o alle parodie di Leslie Nielsen e Mel Brooks e in particolare alla pellicola Dracula morto e contento. “Purtroppo” nella mia mente, i personaggi di Van Helsing e Renfield saranno sempre impersonati da Mel Brooks e Peter MacNicol. Come non amarli dopotutto…

Ma in particolare è stato il film di Francis Ford Coppola con l’omonimo titolo del romanzo ad avermi sempre incuriosita.

La figura del vampiro ha sempre destato interesse e curiosità ma allo stesso tempo timore. Numerosi sono stati i contributi sia nel campo cinematografico che in quello letterario, tanto da creare quasi una moda. Bram Stoker con il suo romanzo, la cui storia ha preso a sua volta ispirazione da un personaggio realmente esitito Vlad III principe di Valacchia la cui fama era di essere un soldato spietato e sanguinario, ha creato un personaggio in grado di catturare l’attenzione dell’uomo oltre i secoli. Un argomento, quello dei vampiri, che probabilmente non avrà mai fine.

Dracula è una presenza misteriosa e lugubre. Un non-morto, è questa la sua natura, che si aggira sulla terra come un morbo lasciando dietro di sé dolore e morte. Falciando anime. Un morbo non ancora conosciuto, ma considerato come frutto di fantasie superstiziose delle popolazioni. Solo una leggenda.
La nebbia è una delle  principali alleate, che come un mantello lo nasconde da occhi indiscreti. Il potere della persuasione gli permette di ipnotizzare le vittime, rendendole accondiscendenti al suo volere.

Stoker catapulta il lettore in una storia raccontata da tante storie. Un romanzo che ha la caratteristica di essere sviluppato mediante i diversi punti di vista dei protagonisti attraverso la forma narrativa del diario. Ed è proprio con le prime pagine del diario di Jonathan Harker, che inizia la vicenda densa di tenebre, incomprensione e paura.

Jonathan è un giovane avvocato incaricato di recarsi presso il castello del Conte Dracula, in Transilvania, per mostrargli delle documentazioni di carattere immobiliare. Per svolgere tale lavoro deve stabilirsi per qualche giorno come suo ospite. Molte stranezze verranno colte dal ragazzo e prontamente trascritte nel suo diario. Un castello così grande privo di servitù e personale ma ricco di misteri accentuati dai comportamenti estremamente ambigui del Conte. Un soggiorno che metterà alla prova la tempra psicologica dell’avvocato, ormai circondato dalle tenebre, frutto della morsa di Dracula diventata sempre più mortale.

L’insieme dei diari trascritti dai protagonisti, permetterà di unire i vari tasselli di quella storia necessaria per comprendere la vera natura di quell’essere diabolico e innaturale. Un essere, un discendente del diavolo, che necessita di assorbire la linfa vitale degli esseri umani, discendenti di Dio. Un demone che per poter avere la vita, deve privare della vita stessa. Il sangue è la vita.

Stoker descrive i personaggi in un modo delicato e intuitivo, lascia al lettore l’onore di carpirne i sentimenti e le emozioni mediante le loro stesse parole trascritte attraverso i diari. Un uso della prima persona diverso dal solito, soprattutto perché l’attenzione non si focalizza su un unico Sé. Un diario con una natura poliedrica che permette al lettore di leggere quelle pagine immedesimandosi nel destinatario ed entrando all’interno dell’indagine e nella comprensione degli indizi. Ognuno è coinvolto a creare il proprio puzzle.

Vi starete chiedendo: e la cortigiana? (la storia?) dal mio punto di vista, non sono stata trascinata completamente nell’universo descritto da Stoker, non sono stata avviluppata in quel mondo di tenebra. La scrittura si caratterizza con l’avere un ritmo estremamente lento, determinando in tal modo un calo dell’attenzione e dell’interesse, probabilmente dovuto dall’utilizzo di una scrittura, a volte, non propriamente scorrevole.

Tuttavia è un romanzo che consiglio, è una di quelle storie che può piacere o non piacere, non credo possano esserci delle vie di mezzo. In questo caso vige la regola: de gustibus non est disputandum.

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