Sotto la sabbia – Luca Masini

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Autore: Luca Masini

Casa Editrice: Edizioni Esordienti E-book

Pagine: 162

Genere: Romanzo

 

Carissimi, quello che vi racconto oggi è un libro particolare, o almeno per me lo è stato. Un libro che narra di una storia del passato, anzi, di varie storie del passato. Il passato di Fabio, quasi come un viaggio nella sua vita, un passato quasi sepolto nei meandri della mente, nella sabbia dei ricordi. Proprio come da bambini nascondiamo i giocattoli, gli oggetti sotto la sabbia. Un nascondiglio precario destinato a riaffiorare pian piano.

Una storia, quella di Fabio, che parte da una decisione importante, il vendere la casa di famiglia, nella quale sono sepolti i ricordi d’infanzia, i primi amori e i primi segreti. I ricordi della sua storia. È proprio nel momento in cui mette piede nella vecchia casa che tutto ha inizio, e come una ventata di aria calda che ci avvolge, così comincia il suo e il nostro viaggio indietro nel tempo e nei sentimenti.

Il viaggio nei ricordi di Fabio, anzi del piccolo Fabio, parla della vita quotidiana di un ragazzino, un vita che si intreccia con altre vite, un intreccio che fa riflettere e lascia un po’ di malinconia. Una malinconia tipica di quando si ritorna in un posto dimenticato, o forse solo riposto con cura da una parte, in un angolino.

Le storie raccontate dalla voce narrante del protagonista, mostrano vari personaggi, ognuno dei quali con una caratteristica particolare, c’è il nonno Osvaldo, con l’anima malinconica, ancora legato dall’amore per la moglie ormai scomparsa, tanto da non cambiarsi un paio di pantaloni da lei regalati anni addietro. Un vestiario che ricorda l’amore o semplicemente la presenza dell’amata. In lui vi è la sofferenza della nostalgia. Erika, uno dei personaggi chiave, una sorta di filo rosso in tutta la storia narrata da Fabio. Una ragazza semplice, una ragazza estremamente forte, una forza che solo il dolore può nutrire. Poi c’è Francesco, l’amico di sempre, l’amico che ti accompagna per tutta la vita ma nonostante il rapporto profondo, non tutto può essere raccontato. Paolo, l’amico rompiscatole e brontolone, un personaggio con una corazza ben costruita, il tipico duro ma per finta, la debolezza non deve essere mai mostrata. Infine c’è Susanna, la zia. Una giovane donna in tipica crisi dei trent’anni e matrimoniale, una crisi dovuta dal dolore del sentirsi sola, della mancanza di quel complimento tanto piccolo quanto necessario. La sua è una solitudine urlata.
E per ultimo, ma in realtà è il primo, Fabio. Fabio… Un personaggio complesso e malinconico, di cui ne possiamo scorgere varie sfaccettature. È IL personaggio della narrazione, il legame che unisce tutti i ricordi narrati, il filo conduttore della sua storia. Una storia che probabilmente è solo all’inizio…

Luca Masini racconta le vicende utilizzando la prima persona, la voce narrante è infatti quella di Fabio. Un tipo di narrazione particolare, perché non è presente un flusso di coscienza tipico dei romanzi con autore autodiegetico, ma lo si può considerare quasi come un racconto autobiografico, dove ciò che è importante sono gli eventi raccontati nella vita del protagonista.

I personaggi sono ben strutturati, a ognuno di loro è dedicato un capitolo, il tutto per sottolinearne l’importanza. Se inizialmente particolari atteggiamenti non sono ben comprensibili, solo continuando la lettura il significato si dispiega al lettore. Tutti i tasselli pian piano, saranno uniti.

Tuttavia, perché inizialmente ho scritto della particolarità del libro? Vorrei parlarvi, ora, del mio punto di vista… La Cortigiana d’Inchiostro era presente? È proprio questo il punto. Inizialmente sì, Luca Masini ha una capacità di scrittura che attira il lettore immediatamente, la narrazione è fluida e la storia in sé viene “divorata” dal lettore. Tuttavia, una volta finito ho avuto delle perplessità… Neanche io riesco a capirne bene il motivo, è un libro che mi ha fatto pensare e ho dovuto rifletterci, ragionare sugli intrecci e sulle storie raccontate. Ecco perché l’ho considerato particolare, ho dovuto elaborarlo e apprezzarlo pian piano. È una storia, quella di Fabio, che penetra col tempo.

 

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