Prigioniera di me stessa – Anna Pulinaro

 

prigioniera di me stessa

 

Autore: Anna Pulinaro

Casa editrice: Youcanprint

Pagine: 343

Genere: Romanzo rosa

 

 

Non sempre le prigioni hanno dei muri, delle sbarre. Non sempre le prigioni sono fisiche.

Che succede quando la vera prigione siamo, in realtà, noi stessi? Quando è la nostra mente, la nostra testardaggine, o peggio, quando è l’orgoglio a creare delle catene che impediscono di agire. Catene indissolubili che riescono a superare la ragione, la sensatezza di cosa sia giusto o sbagliato. Quando si vuole solo dimenticare e le conseguenze possono non importare. La ragione urla, si dimena, vuole liberarsi ma quelle dannate catene la immobilizzano in un inutile rumore raschiante e lacerante.

Le emozioni possono diventare degli ostacoli, degli impedimenti che influiscono sul nostro agire. Ed è questa la tematica che la scrittrice Anna Pulinaro ha voluto sottolineare nel suo nuovo romanzo “Prigioniera di me stessa”. Le conseguenze delle scelte sbagliate, del voler celare a dispetto di tutto e tutti la propria fragilità. Quando le grida d’aiuto, di un dolore dell’anima, devono essere sotterrate da una forza effimera e ingannatrice. Quando il proprio motto è il mai mostrarsi deboli.

La storia narrata è quella di Ella, una ragazza di origine italiana trasferitasi assieme alla famiglia in america fin da ragazzina. La sua è una famiglia forte e di profondi valori, ma Ella si considera come la pecora nera, la combina guai. Colei che riesce sempre a fare la scelta sbagliata e a creare scompiglio negli animi di chi la ama.

È una ragazza apparentemente forte ma che nel cuore nasconde una profonda sofferenza, un oscuro segreto che mantiene da anni. Un segreto che mai nessuno dovrà sapere e che l’ha portata a costruire attorno al suo cuore un muro. E proprio il reagire a quel dolore che l’ha portata, negli anni, ad attuare una serie di scelte sbagliate, come la conoscenza di Kevin, non apprezzato dalla famiglia di lei e forse proprio per questo tanto agognato. Sarà proprio la relazione con lui a trascinarla in un vortice oscuro, senza via di fuga e sempre più soffocante. Tuttavia anche la notte più buia e tenebrosa non può durare per sempre, il sole sarà sempre pronto a sorgere proprio lì, nel momento più oscuro dell’esistenza. Un sole che sembra tanto lontano ma allo stesso tempo così vicino. E sarà proprio una persona vicino a Ella, un qualcuno, Chris, che mai avrebbe creduto possibile e, soprattutto, da sempre giudicato in modo errato, che la porterà a riemergere da quel vortice oscuro e degradante che la stava inghiottendo.

Quando è l’amore la paura più grande ed è solo credendo alla sua forza che l’anima riuscirà a librarsi.

Promettete sempre a voi stessi di credere nell’amore, promettete di essere forti e di aver fiducia di chi vi sta accanto, l’amore esiste e se ci tende la mano non dobbiamo esitare, e solo afferrandola potrete capire cosa racchiude il suo splendido mondo…” (Anna Pulinaro)

Dal punto di vista formale, la storia è scritta in modo scorrevole e semplice, con una narrazione in prima persona basata dal passaggio del punto di vista del personaggio femminile e di quello maschile. Vi è la particolarità dell’interazione con il lettore, a volte quasi mettendolo in causa durante le riflessioni.

La psicologia dei due protagonisti è ben sviluppata e descritta. Si caratterizzano per essere due anime caparbie e sensibili, il tutto malcelato da una maschera di autodifesa. Per quanto riguarda Ella, il lettore fin dalle prime pagine coglie la battaglia che tanto affligge il suo animo ed è osservatore della maturazione della ragazza nel modo di reagire e agire alle vicende.

Che dire, infine, della Cortigiana? La storia ha un ritmo incalzante che permette la completa immersione nella storia narrata. Ammalia e attira il lettore in quel mondo d’inchiostro fatto di alti e bassi, di battaglie contro il proprio sé e la paura, la diffidenza di un qualcosa di sconosciuto, di un sentimento mai provato e proprio per questo minaccioso. Una storia intensa in cui vige l’interiorità dei personaggi.

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