Le ho mai raccontato del vento del Nord – Daniel Glattauer

le ho mai raccontato del vento del nord

Autore: Daniel Glattauer

Titolo: Le ho mai raccontato del vento del nord

Casa Editrice: Feltrinelli

Pagine: 192

Genere: Narrativa

 

Cari lettori, questo mese voglio parlarvi di un libro che mi ha piacevolmente stupito. Il motivo? Una mia iniziale sottovalutazione della storia, soprattutto per quanto riguarda la particolare tecnica di scrittura utilizzata. Ma come si suol dire: mai giudicare da un primo sguardo; e mai avrei immaginato di cambiare opinione così radicalmente.

Partiamo dal principio: il romanzo “Le ho mai raccontato del vento del nord”, di Daniel Glattauer, è stato pubblicato nel 2006 riscuotendo innumerevoli successi e diventando best seller in breve tempo.
Lo considero come un libro che descrive la società attuale, l’insicurezza che la caratterizza, ma soprattutto il modo di approcciarsi che si sta sviluppando in essa e ci sta ormai avviluppando. Quando delle anime fragili si incontrano virtualmente e chiacchierano protette da quella finestra sul mondo, che comunemente chiamiamo computer.

Forse ciò che spaventa di più, ciò di cui si ha paura, è il reale, o forse semplicemente stuzzica l’idea di avere a che fare con un estraneo e riuscire a essere se stessi, senza bugie e finzioni. Senza i soliti dogmi sociali.

Arriviamo, ora, alla trama. Avete presente la tipica frase “le cose belle capitano per caso”? Un concetto che descrive perfettamente l’incontro fortuito tra i due protagonisti del romanzo. Ed è proprio così che, con un’e-mail mandata all’indirizzo errato, inizia la relazione tra Emmi Rothner e Leo Leike. Una relazione scandita dal suono delle dita sulla tastiera del computer, una relazione fatta di attesa e aspettativa. Quando l’immagine creata dalla propria mente è ancora più allettante rispetto a una possibile realtà. Quando il virtuale attrae più del reale.

Una storia d’amore epistolare moderna, fatta di quell’attrazione platonica che rende il sentimento ancora più tormentato e agognato. Finché il salto dimensionale, dal virtuale al reale, non diventa quasi un’esigenza fisica, un bisogno di dare un’immagine reale di quelle fredde parole visibili in un monitor.

Una storia delicata e intelligente, fatta di uno scambio di domande e perplessità, dubbi e incertezze, insicurezze e certezze. Quando tutto sembra niente e il niente sembra tutto. Uno scambio di botta e risposta che coinvolge lasciando un sorriso e una speranza sempre più intensa a ogni pagina voltata. Quando il vedere nella casella di posta un nuovo messaggio fa balzare il cuore in petto. L’incontro tra due anime fragili e in cerca di aiuto che si riconoscono, mostrandosi per quello che in realtà sono.

La scrittura di Daniel Glattauer coinvolge e appassiona il lettore. Si caratterizza per essere semplice e scorrevole, divertente e allo stesso tempo riflessiva. Uno stile che permette di entrare nell’interiorità dei personaggi tipico degli scambi epistolari in cui viene prediletta l’analisi dei sentimenti. Il tutto caratterizzato da picchi di suspense che permettono di continuare la lettura nella speranza dell’incontro tra i due protagonisti.

Che dire della storia? La Cortigiana ammalia chi legge quasi nell’immediato. Fin dalle prime pagine ammicca al lettore, il quale si approccia inizialmente più per curiosità che per un reale interesse nella storia. Tuttavia, dopo l’impatto iniziale, entra in quel mondo d’inchiostro, in quell’universo creato dal nulla dai due protagonisti. Un universo virtuale ma che nasconde in sé la profondità del reale.

 

 

 

 

 

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