Se è Amore, lo sarà per sempre – Mauro Cesaretti

 

Cari lettori,IMG_20180429_211143

questo mese la recensione sarà diversa dal solito, non tanto per lo stile ma perché dedicata non a una storia narrata in un romanzo, ma a una storia narrata in una raccolta di poesie. Ebbene sì, perché anche nelle poesie si tessono le trame di un racconto. Un racconto diverso che può essere interpretato in svariate maniere dal lettore. Poiché la poesia è pura interpretazione. Un dialogo tra chi scrive e chi legge ma non solo: il lettore, nel suo scorrere i versi, dialoga anche con se stesso attraverso la sua personale interpretazione delle parole.

Ebbene, ora vorrei mostrarvi la mia interpretazione di quei versi raccolti in “Se è Amore, lo sarà per sempre”che raccontano la storia narrata da Mauro Cesaretti.

Il poeta nella sua prosa vuole mostrare un messaggio di speranza: del nonostante tutto. Del proseguire oltre le problematiche della vita, nel cercare un appiglio ad andare avanti. Il cercare un incoraggiamento.

Poesie di un’anima sofferente. In cerca d’amore. Un amore complesso quello da lui descritto. Sofferto, violento, non corrisposto e bramato. Mai concreto.

Una costante è il tempo che scorre, che fugge… proprio come quel sentimento che invano cerca di afferrare, di concretizzare. Un amore non raggiungibile e forse proprio per questo talmente bello e desiderabile. Quando il vero desiderio è il desiderio stesso, e quando tutto diventa possibile, finalmente pieno e sazio, finalmente concreto, è la felicità a essere intangibile, lontana.

Il suo messaggio traspare mediante numerose metafore, alcune delle quali associate alla forza della natura e il comportamento dell’essere umano. Ed ecco che l’elemento dell’acqua è accomunato all’impossibilità di trattenere a sé la persona desiderata. Una persona labile, una persona impossibile da trattenere, che continua per la sua strada nonostante tutto, proprio come l’acqua nel suo scorrere incessante.

 

Vorrei poterti trattenere,

ma come acqua passi

ed io non so imbracciarti.

Un inno all’amore, un amore sofferto e bramato. Un amore labile.

Una prosa che risalta la ricerca continua di un sentimento che l’essere umano cerca da sempre. Di quella forza, l’amore, a cui sono stati dedicati scritti, opere. Da sempre. Tutti collegati da un unico filo rosso: la ricerca della felicità.

Tuttavia, Mauro Cesaretti vuole mostrare, attraverso la sua poesia, che in realtà la felicità è più effimera del previsto. La felicità non può essere concretizzata, ma è rappresentata dal desiderio stesso del raggiungerla e non dal raggiungerla effettivamente.

Un componimento, il suo, caratterizzato da un ritmo veloce, con l’accento che cade sull’ultima sillaba (parole tronche), tipico dei versi brevi. L’uso dell’enjamblement è frequente, attraverso il quale l’autore permette di diversificare il ritmo.

Veniamo ora alla Cortigiana d’Inchiostro. Come detto in precedenza, anche i versi poetici raccontano una storia. Una storia forse un po’ più personale, essendo in realtà un dialogo intimo con se stessi. In questo caso la Cortigiana, ovvero la storia, ha comunicato una speranza, una lotta nel cercare la felicità. Il racconto di una storia d’amore che riesce a catturare l’interesse del lettore.

 

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