La terza metà del cuore – Emanuele Cislaghi

Una storia che ha la capacità di colpire il lettore toccandone corde sensibili e profonde. Una storia che va letta con lentezza, con calma, per comprendere al meglio tutta quella gamma di sfaccettature e sfumature quasi tangibili nell’inchiostro delle parole.
Un incontro tra due anime che si uniscono, due cuori che condividono un dolore, un legame che si stringe a prescindere dalla reciproca volontà. Una voglia di capirsi, di vedersi, di volersi, di unirsi.
Quando l’urgenza di amare supera ogni logica. Quando il cuore guida la ragione.

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Autore: Emanuele Cislaghi

Titolo: La terza metà del cuore

Casa Editrice: GiveMeAChance Editoria online

Pagine: 138

Genere: narrativa

 

Cari lettori, questo mese vi parlo de La terza metà del cuore di Emanuele Cislaghi, edito da GiveMeAChance Editoria online.

Un libro, quello che vorrei presentarvi, che porterà via un pezzetto del vostro cuore.

Una storia narrata in una Milano di un futuro non troppo lontano dal nostro reale, solo alcuni dettagli se ne discostano. Una storia dove i contorni del reale si offuscano, non è il contesto in cui è ambientata a essere determinante. È la storia in sé, a essere importante. È il protagonista in sé a essere fondamentale.

Veniamo ora alla vicenda:

Siamo a Milano, in un futuro non troppo lontano. La vita scorre come sempre, le persone vivono come sempre. Ma non per Lui. Lui, che sta combattendo contro un dolore forse più grande di se stesso. Un dolore nato dalla perdita dell’amore, della sua compagna, in un incidente che ne ha stroncato l’esistenza da un momento all’altro.

Ma la vita continua, con il suo incedere implacabile, come una lama che scorre lenta sulla pelle, lacerandola. La vita cambia, lo porta a fare delle scelte importanti. La vita porta Lei. Lei, una conoscenza che sembra appartenere a un’altra esistenza, una conoscenza mai più vista dai tempi dell’infanzia. Lei, che nasconde dietro agli occhi un velo, un segreto, un dolore. Forse troppo profondo. Lui e lei, due anime che si incontrano, due cuori che condividono un dolore, un legame che si stringe a prescindere dalla reciproca volontà. Una voglia di capirsi, di vedersi, di volersi, di unirsi.

Quando l’urgenza di amare supera ogni logica. Quando il cuore guida la ragione.

Ma non tutto è come sembra. Il destino, a volte, disfa le sue trame, creando nuovi percorsi, probabilmente gli unici possibili.

***

La particolarità del romanzo è l’assenza dell’esplicitare i nomi dei protagonisti. La scrittura di Emanuele Cislaghi permette di entrare negli angoli più reconditi della psicologia del personaggio principale, permettendo di conoscerne il mondo interiore attraverso il suo punto di vista, le sue sensazioni, le sue emozioni, i suo occhi.

Una scrittura dettagliata e attenta. Attenta a quei particolari che non sempre sono facili da cogliere. Particolari che creano nel lettore una sensazione del poter conoscere così bene il protagonista descritto.

Una narrazione che preferisce usare i pronomi, tranne per una sola piccola grande eccezione. Un’eccezione che rappresenta la spiegazione del tutto.

La terza metà del cuore è un romanzo scritto in prima persona. Un protagonista, quello descritto, semplice nella sua complessità. Con un universo fatto di emozioni che avvolgono il lettore nell’immediato, creando un avvicinamento empatico istintivo. Grazie alla narrazione autodiegetica è possibile entrare nella mente del personaggio, soffrire con lui, gioire con lui.

Una gamma di sentimenti, quelli descritti da Emanuele Cislaghi, che permettono di immedesimarsi nella storia, capire e provare le stesse emozioni.

La scrittura è minuziosa nel suo susseguirsi di metafore, di analogie, che catturano e modellano come argilla l’immagine di ciò che vuole mostrare agli occhi di chi legge. Mai noiosa, mai prolissa ma punta dritto al centro di noi stessi.

Un romanzo del sentimento e del cuore fatto di amore, sofferenza, gioia, sacrificio e rivincita. Soprattutto rivincita. La rivincita sulla vita. Non importa quello che accade, puoi soffrire e cadere, puoi toccare e graffiare quel maledetto fondo. Ma non puoi arrenderti. Ed è lì, che parte la rinascita. Il solo reagire e il non arrendersi è una rivalsa sulla sofferenza. Perché l’amore, in qualsiasi forma, è come una profonda boccata d’aria dopo un periodo di apnea.

“Diceva che era come se in mezzo al mare mi avesse lanciato una cima invisibile, che aveva poi tirato a sé per salvarmi, non dal naufragio, perché a galla sapevo stare, e nuotavo anche bene, ma dalla solitudine delle onde.” (Emanuele Cislaghi)

Che dire della Cortigiana? La storia ha quella capacità di colpire il lettore in modo particolare, toccandone corde sensibili e profonde. Una storia che va letta con lentezza, con calma, per comprendere al meglio tutta quella gamma di sfaccettature e sfumature quasi tangibili, nell’inchiostro delle parole.

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