1Q84 – Haruki Murakami

Una vicenda dove le tematiche della violenza, della morte, della religione, del rapporto famigliare, dell’amore, sono trattate con delicatezza e profondità grazie a uno stile ricco di metafore ma paradossalmente diretto, dettagliato nella scrittura.
Un romanzo particolare, quasi spirituale, il cui scopo è lo scavare nella natura umana, dove si mescolano elementi del fantastico, del thriller e della narrativa contemporanea.
Murakami con il suo stile narrativo, incuriosisce la fantasia del lettore, pagina dopo pagina, immergendolo in quella realtà parallela così paradossale e ambigua, ma accattivante. Benvenuti nel 1Q84.

murakamiAutore: Haruki Murakami

Titolo: 1Q84

Casa Editrice: Einaudi SuperET

Pagine: 724

Genere: narrativa contemporanea

Cari lettori,
questo mese voglio parlarvi di “1Q84” di Haruki Murakami, un titolo che richiama immediatamente George Orwell e il suo “1984”. Ed effettivamente è proprio così. Molti i riferimenti a lui dedicati durante la narrazione, e il titolo 1Q84 rappresenta un omaggio al romanzo distopico orwelliano. Un omaggio attuato mediante un particolare gioco di senso. Nella lingua giapponese, infatti, il numero 9 e la lettera Q si pronunciano nello stesso modo. In più, quest’ultima, rappresenta un ulteriore riferimento simbolico al question mark (o punto interrogativo inglese).

Probabilmente una scelta dettata dal voler enfatizzare e simboleggiare l’incomprensione, il dubbio, la ricerca della verità che domina costante nella narrazione.

***

Tokyo, 1984. Aomame è una ragazza di 29 anni, appassionata di libri di storia, e killer di professione. La sua missione? Il vendicare le donne che subiscono violenze.

Tengo è un ragazzo di 29 anni, appassionato di matematica, e ghost writer di professione. Il suo incarico è l’occuparsi della riscrittura di un romanzo particolare, un romanzo cupo e ricco di misteri, che nasconde una verità invisibile agli occhi.

I due, come legati da un filo rosso che li accomuna, si troveranno ad affrontare una realtà diversa: il 1Q84. Il mondo da loro conosciuto, fino a quel momento, non sarà più lo stesso. Un mondo del tutto uguale a quello precedente ma diverso nei dettagli, nei particolari che lo rendono unico e ambiguo, dove l’impossibile è in realtà possibile. Un mondo inquieto, dove il male e il bene lottano tra di loro, alla ricerca di un continuo equilibrio. Ma solo guardando il cielo notturno, guardando la luna, si potranno rendere conto della sottile barriera che li separa dal 1984, e agire di conseguenza.

Due destini vicini ma lontani, richiamati l’uno verso l’altra da una forza superiore che li divide ma che li richiama, insieme. Una storia che gira attorno al mistero, all’incomprensione, al capire la natura umana, i suoi desideri e suoi timori.

***

1Q84 è un romanzo suddiviso in tre libri, ma pubblicato in due volumi. Il primo volume, di cui questo mese voglio parlarvi, dedica l’intera narrazione all’alternanza dei punti di vista dei due personaggi principali, dei quali Murakami ne approfondisce le caratteristiche psicologiche e caratteriali, attraverso una narrazione in terza persona con un punto di vista limitato e soggettivo. Una tecnica molto usata nel mondo letterario, ma estremamente importante per entrare nel mondo dei personaggi, capirli e immedesimarsi.

Una vicenda dove sono affrontate innumerevoli tematiche come la violenza, la morte, la religione, il rapporto famigliare, e ovviamente l’amore. Tematiche trattate con delicatezza grazie a uno stile ricco di metafore ma paradossalmente crudo e diretto, preciso nel suo mostrare al lettore le vicende nei dettagli più minimi. Ciò che accomuna ogni argomento è una sorta di velata malinconia che ne caratterizza le descrizioni, una cupezza che predomina in tutto il romanzo. Probabilmente anch’essa una metafora, enfatizzata dall’incomprensione che imperversa nei protagonisti, e nel lettore. Un’incomprensione che non abbandona fino all’ultima pagina, e oltre.

Un romanzo particolare, la cui missione non è il dare delle risposte ai vari dubbi che si sviluppano durante la lettura. No, lo scopo del romanzo è lo scavare nella natura umana, nello spirito umano, nelle sue profondità e cercare di mostrarne le varie sfaccettature. Un romanzo quasi spirituale, ricco di dettagli, riflessivo e analitico dove si mescolano elementi del fantastico, del thriller e della narrativa contemporanea.

Che dire della Cortigiana? La storia ha la capacità di trascinare il lettore nel suo mondo d’inchiostro. Murakami con il suo stile narrativo inesorabile, incuriosisce la fantasia del lettore invogliandolo ad approfondire e a capire, pagina dopo pagina, immergendolo in quella realtà parallela così paradossale e strana, ma accattivante: benvenuti nel 1Q84.

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