La strada perduta – Mauro Orefice

Un romanzo sui valori umani, su quei valori che dovrebbero rappresentare la base per una società equa e giusta. Un libro denuncia contro l’iniquità presente in tanti, troppi, aspetti della vita quotidiana: dal lavoro all’amore, dallo sport alla guerra. Un panorama che affronta e si sofferma su particolari problematiche con sincera semplicità.

copertinaAutore: Mauro Orefice

Titolo: La strada perduta

Casa Editrice: LFA Publisher

Pagine: 178

Genere: Narrativa – Autobiografia

 

Cari lettori,
questo mese vi parlo del romanzo “La strada perduta” di Mauro Orefice edito da LFA Publisher. Un romanzo strutturato come un’autobiografia attraverso la quale, mediante gli occhi del protagonista, sono affrontate particolari dinamiche della vita quotidiana.

È un romanzo sui valori umani, su quei valori che dovrebbero rappresentare la base per una società equa e giusta. Un libro denuncia contro l’iniquità presente in tanti, troppi aspetti della vita quotidiana: dal lavoro all’amore, dallo sport alla guerra. Un panorama che affronta e si sofferma su particolari problematiche con sincera semplicità.

Veniamo ora alla trama:

Maurice ha quarant’anni e vive la vita in una bolla di normale e piatta routine. Il tempo scorre placido, fino a quando la perdita di una persona a lui cara crea una crepa in quella sua tranquillità. Sarà proprio l’affrontare quell’evento traumatico, che lo porterà a riflettere sulla sua intera esistenza, a pensare e a ragionare su ciò che è stato, su ciò che ha fatto e se per davvero ha vissuto in quei suoi quarant’anni.

Il non tralasciare le cose semplici e dare importanza all’amore, quello vero. Il capire che la strada scelta probabilmente è quella sbagliata, ma che non è troppo tardi per cambiare direzione.

In un mondo fatto di cattiverie, di mancanza di rispetto e onestà, Maurice affronterà, in una sorta di riepilogo della sua vita, tutte queste tematiche che affondano le radici nella società attuale. Un romanzo sulla realtà che viviamo ma che dà speranza su ciò che dovrebbe essere. Perché tutto può cambiare se lo si desidera davvero.

***

La storia del protagonista, Maurice, narrata in terza persona, permette al lettore di poter seguire le riflessioni e le preoccupazioni del personaggio. Le sue paure e perplessità. Attraverso i flashback, il narratore guida nella comprensione della vita di Maurice, delle sue esperienze, con un ritmo pacato, quasi riflessivo. Probabilmente proprio per tale motivo vi è una difficoltà nel potersi immergere completamente nella storia, non vi è la presenza di climax narrativi, colpi di scena, che possano destare l’attenzione di chi legge.

Un romanzo strutturato come un raccontare, un riassunto della vita del protagonista, senza però permettere fino in fondo al lettore di poter vivere le emozioni del personaggio, goderne i successi, di potersi immedesimare in lui, soffermandosi invece su particolari non centrali al fine della narrazione. Probabilmente l’aggiunta di dialoghi tra i personaggi, creerebbe una maggiore intensità.

Che dire quindi della Cortigiana? La Storia, come detto in precedenza, non ha destato la mia completa attenzione. Non sono riuscita a immedesimarmi, pur apprezzando il sottotesto del romanzo, una denuncia del degrado che incombe nella nostra società e il suo voler combatterlo, reagendo e non arrendendosi alle difficoltà.

 

 

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