La settima onda – Daniel Glattauer

Tornano i protagonisti de “Le ho mai raccontato del vento del nord” nel loro rapporto platonico ma intenso dato dal continuo battagliare di emozioni, riflessioni, ragionamenti e perplessità espresse attraverso la forza della parola scritta. Una storia romantica che supera i confini labili della fisicità, oltrepassando le barriere del concreto per incontrarsi nel mondo dell’immateriale.

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Autore: Daniel Glattauer

Titolo: La settima onda

Casa Editrice: Feltrinelli

Pagine: 192

Genere: Narrativa

Cari lettori,
questo mese vi parlo del romanzo “La settima onda” di Daniel Glattauer edito da Feltrinelli e tradotto in Italia da Leonella Basiglini.
Nel continuo de “Le ho mai raccontato del vento del nord” (NB vedi recensione: Le ho mai raccontato del vento del Nord – Daniel Glattauer) i protagonisti già conosciuti e, probabilmente, già apprezzati nel primo romanzo, ritornano e non deludono nel loro scambio epistolare, nel loro rapporto platonico ma intenso dato dal continuo battagliare di emozioni, riflessioni, ragionamenti e perplessità espresse attraverso la forza della parola scritta.
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Veniamo ora alla trama:

Emmi e Leo sono tornati. Dopo che Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi per trasferirsi a Boston e crearsi una nuova vita, Emmi non si dà per vinta. Continua a cercarlo fino a raggiungere il suo intento e riallacciare i rapporti con lui. Dopo un’assenza durata mesi, la vita di Emmi è continuata nella sua routine matrimoniale, per Leo, invece, le cose sono cambiate. Ha infatti conosciuto una donna, con la quale vorrebbe creare un rapporto stabile e duraturo. Iniziano così, le nuove schermaglie all’ultima parola e all’ultimo concetto, che li unirà e li dividerà per poi unirli nuovmente in un intreccio di immagini metaforiche e viaggi di fantasia. Riusciranno i due amanti epistolari a concretizzare il loro rapporto?

Una storia romantica che va oltre i confini labili della fisicità, oltrepassando le barriere del concreto per incontrarsi nel mondo dell’immateriale, amalgamarsi e creare il proprio tutto. Un punto di congiunzione perfetto nella sua inesistenza. La perfezione dell’intangibile.

***

Il romanzo è strutturato seguendo la stessa impostazione del precedente, quella dello scambio epistolare. Il narratore, in prima persona, permette al lettore di spostarsi nei punti di vista dei due protagonisti capendo ciò che provano tramite, però, solo ciò che scrivono. La finestra sulla storia, infatti, non permette una visione onnisciente, ma limitata. Il lettore può capire solo ciò che i due, nei loro scambi di e-mail, decidono di condividere l’uno con l‘altro.

“La settima onda” si caratterizza per avere uno stile semplice e scorrevole, la lettura è fluida e rilassante. Uno stile che permette al lettore di potersi estraniare dal mondo che lo circonda con facilità e senza sforzo grazie alla semplicità di Glattauer nell’esporre le vicende dei due protagonisti con sagacia e simpatia. Evidenziando, allo stesso tempo, i veri valori che rappresentano le fondamenta della vita. Uno stile che non annoia e che incuriosisce, invogliando chi legge a continuare quella storia di cui ormai fa parte.

Che dire della Cortigiana? La Storia, come già avrete intuito, mi è piaciuta anche questa volta. Una piacevole lettura, veloce e fluida, che permette al lettore di essere catturato nel mondo d’inchiostro delle parole di Emmi e Leo.

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