- Autore: Alexander Galbur
- Titolo: Immobile & immortale
- Casa editrice: Another Coffee Stories
- Pagine: 447
- Genere: Poesia

Cari amici librosi,
questo mese è dedicato alla recensione della raccolta poetica di Alexander Galbur: Immobile & immortale edito da Another Coffee Stories.
Una raccolta che rappresenta un viaggio nell’infanzia dell’autore. Una sorta di sfogo liberatorio dalle sofferenze portate per troppo tempo sulle spalle, ora riversate su delle pagine bianche.
Un viaggio agrodolce, in un fiume di emozioni contrastanti che immergono il lettore in un’atmosfera ovattata. Dall’amore fatto di attimi, di un incontro fortuito, alla sofferenza di un bambino, al caos, all’incertezza.
Alexander ripercorre accadimenti della vita di tutti i giorni, al come la stessa vita, delle volte, sia più malinconica perfino della morte. In un inno di amore verso la poesia, intesa come donna, intesa come àncora di salvezza.
Lo stile di Alexander Galbur si caratterizza per essere fluente. Le poesie si leggono con semplicità, una sveltezza a volte agevolata dall’uso della rima baciata, che ne velocizza il ritmo. Altre volte, invece, i versi si caratterizzano per essere irregolari, con strofe discontinue, rallentando l’approccio.
Con il titolo, l’autore sembra comunicare una condizione del suo animo e della poesia stessa: immobile, in attesa, nella speranza di ricevere una risposta, un’ispirazione. Immortale, nel suo tracciare i versi su carta, versi che rimarranno lì per sempre a testimonianza della sua vita. Una vita che necessita di poesia.
Che dire della Cortigiana d’Inchiostro? La raccolta poetica di Alexander Galbur, pur presentando alcune disattenzioni a livello di refusi, accoglie il lettore in una realtà parallela, a volte difficile, severa, brutale, altre volte dolce e delicata.

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